Cure Dentistiche in Croazia

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Corone

Cos'è una Corona? La Corona è un ottimo metodo per ricostruire e rafforzare un dente in modo da prevenirne la rottura. A differenza dell'otturazione che ricopre solo una sezione del dente, la corona ne copre tutta la parte rimanente. Sono fatte in diversi materiali, dallo zircone (che ha una buona resa estetica) a quelle in metallo e porcellana (molto simili a quelle in zircone) a quelle in oro (che tuttavia sono usate sempre meno). In cosa consiste il procedimento di realizzazione della corona e preparazione del dente? Prima di tutto lo specialista deve preparare il dente dandogli una forma atta a ricevere la corona. In seguito viene eseguita un'impronta che servirà all'odontotecnico per preparare, in circa 10 giorni, la corona. In questo frattempo il paziente potrà utilizzare delle corone provvisorie che saranno in seguito rimosse al momento di fissare quelle definitive.

Corona in Porcellana

A causa delle sue condizioni, talvolta è impossibile eseguire un'otturazione e la migliore soluzione diventa quella di una corona che oltre a ridare al dente la sua forma originale, ne restituisce funzionalità, ottenendo un eccellente effetto estetico. La corona è costituita da due sezioni: una in metallo e l'altra in porcellana. Quest'ultima ricopre totalmente la superficie di metallo. Le corone in porcella presentano molti vantaggi: sono permanenti, durature, non hanno controindicazioni in caso di allergie ai metalli, hanno una perfetta resa estetica. Esistono anche delle corone “integrali” che essendo tuttavia sprovviste del supporto in metallo, risultano essere più deboli. Vengono quindi utilizzate solo in casi specifici, più che altro per i denti canini ma quasi mai per i denti molari. Corona in porcellana e oro Questo tipo di corone ha un'altissima stabilità ottenuta attraverso la base in oro che, attraverso metodologie speciali, si fissa perfettamente sulla superficie del dente preparato in precedenza. Grazie a questa procedura è possibile utilizzare uno strato d'oro molto sottile e questo permette d utilizzare una sezione in porcellana più estesa, ottenendo quindi una migliore resa estetica. Le corone in porcellana sono anallergiche, poco invasive, esteticamente perfette, hanno una eccellente durata e sono molto stabili. Cercon: le corone in porcellana senza metallo. Nel caso dei denti incisivi, risulta spesso esteticamente sconsigliato utilizzare delle corone con basi in metallo: ci potrebbe essere il rischio che queste divengano visibili attraverso la mucosa sottile. Una buona soluzione è quella di utilizzare il Cercon, una corona in ossido di zirconio sviluppata originariamente in Svizzera e che offre eccellenti risultati presentando inoltre una biocompatibilità superiore rispetto a quella ottenibile con altre leghe.

Protesi

Che cos'è una protesi? In caso di denti mancanti, questi possono essere sostituiti da una protesi. Rispetto agli impianti fissi (come le corone e i ponti), le protesi costituiscono una struttura che poggia direttamente sulla gengiva o su denti preesistenti. Questa struttura è mobile e quando risulta necessario può essere facilmente rimossa (ad esempio la notte) per permetterne la pulizia. Ne esistono vari tipi, da quelle in plastica (le più frequenti) a quelle in ceramica che comunque restano più economiche rispetto agli impianti. In linea generale, abbiamo due tipi di protesi, quella totale e quella parziale. Protesi totale Questo tipo di protesi – la più economica, è consigliata a tutti quei pazienti che hanno subito la perdita dei denti sulla mascella inferiore o su quella superiore (o su entrambe). Le protesi restituiscono, a chi le porta, la possibilità di parlare e di masticare correttamente. La protesi di tipo “convenzionale” viene utilizzata in seguito alle estrazioni dentali ma sempre dopo la guarigione sia dell'osso che della gengiva. In una situazione come questa, è necessario un certo tempo di attesa (una situazione che è quasi sempre considerata scomoda dal paziente) ma una volta superato quest'ostacolo, la protesi si adatta perfettamente. La protesi “immediata” viene utilizzata poco dopo l'estrazione di un dente: il paziente potrà subito mangiare e masticare anche se la protesi non avrà avuto il tempo di assestarsi bene. Tuttavia è probabile che appena la gengiva si sarà cicatrizzata, tale protesi andrà, dopo un po' di tempo, sostituita. Oltre alle più comuni protesi in plastica, possono essere utilizzate quelle in ceramica, certo un po' più costose, ma che indubbiamente hanno una resa migliore dal punto di vista estetico. Protesi parziale Chi, avendo subito la perdita di uno o più denti, non volesse ricorrere all'uso di impianti o ponti, potrebbe trovare una valida alternativa (certo più economica) in una protesi parziale. Tale tipo di protesi è costituita da una struttura in metallo o in plastica che poggia sia sulla gengiva sia sui denti preesistenti. Per ottenere protesi più stabili, si può ricorrere ad una soluzione che integra protesi e impianto in cui è l'impianto stesso che fornisce la base d'appoggio. Fasi di costruzione. I tempi di costruzione sono pari circa ad un mese e il primo passo è quello in cui il dentista esegue una diagnosi e stende il piano della terapia. Di seguito si passa alla fase in cui viene rilevata l'impronta dentaria. Nel corso della seconda seduta, viene costruita una mascherina di cera che ha lo scopo di rilevare al meglio la linea del morso. Nel corso della terza seduta vengono definiti gli aspetti relativi all'allineamento, al colore ed anche alla forma dei denti. Nel corso dell'ultima visita, la protesi è ormai ultimata ed il dentista fornisce al paziente tutti i consigli utili al suo utilizzo. Abituarsi all'uso della protesi. La protesi resta sempre un corpo estraneo ed abituarsi al suo utilizzo è una fase la cui durata varia da soggetto a soggetto: di solito dura circa due mesi. Una buona cura della protesi ne allunga la durata. Le operazioni che si consiglia di eseguire sono un lavaggio giornaliero con del normale dentifricio e la sua rimozione durante la notte, tenendola immersa in un bicchiere d'acqua. Si consigliano, inoltre, visite periodiche dal dentista onde prevenire infiammazioni. Dopo del tempo, la gengiva tenderà a restringersi ed in questo caso è sconsigliato l'uso della colla per protesi per aumentarne la “stabilità”: ciò potrebbe causare un ulteriore ritirarsi della gengiva.

Devitalizzazione

Devitalizzare un dente vuol dire toglierne la polpa. E' necessario ricorrere alla devitalizzazione quando, ad esempio, carie molto importanti hanno già interessato la polpa, quando altre lesioni hanno causato un'alterazione della stessa portandola alla “morte”, quando fratture molto estese del dente hanno interessato anche la polpa dello stesso. Il procedimento della terapia canalare (devitalizzazione) consiste, a grandi linee in queste fasi: 1. pulire i canali del dente svuotandoli accuratamente dei nervi o dal tessuto infetto; 2. provocare un leggero allargamento dei canali e disinfettandoli accuratamente; 3. infine sigillarli riempiendoli con specifici materiali. Un dente devitalizzato resiste nella bocca del paziente per molti anni. Tali denti possono nuovamente subire dei trattamenti nel caso di formazioni di granulomi o infezioni. In particolari casi è utile l'utilizzare il microscopio ed in queste situazioni e bene rivolgersi ad un dentista che può dimostrare una preparazione specifica. In genere, ove possibile, si preferisce conservare i denti naturali il più a lungo possibile e si tende quindi ad utilizzare la devitalizzazione piuttosto che estrarre un dente, soprattutto quando si tratta di un dente rilevante nella masticazione. I casi in cui non è possibile effettuare la devitalizzazione sono: 1. quando i canali radicolari risultano difficilmente accessibili; 2. quando il dente dimostra chiaramente di non poter essere ricostruito; 3. quando vi è la mancanza di un idoneo supporto osseo.

Sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dentale consiste in una procedura – indolore, che corregge il colore dei denti quando questo è stato compromesso da fattori esterni ma anche dall'uso di antibiotici. Tali fattori possono essere caffè, fumo, cibo contenente coloranti, cacao. A seconda del tipo di macchie è possibile ottenere uno sbiancamento da 2 a 5 tonalità. Dopo il trattamento i denti saranno comunque più luminosi e il sorriso più brillante. Vi sono molti modi per sbiancare i denti ma il metodo migliore consiste nell'attuare la sbiancatura con laser (eseguita ovviamente dal dentista) associando l'uso casalingo di prodotti adatti da parte del paziente. Nello sbiancamento eseguito dal dentista, quest'ultimo utilizza perossidi che, combinati con la luce laser, riescono a restituire ai denti più lucentezza ripristinando tonalità più naturali. Questo trattamento dura circa un'ora. Nel trattamento che il paziente può eseguire nel proprio domicilio, vengono utilizzate delle mascherine su cui vengono prima applicate delle sostanze sbiancanti. Anche in questo caso si tratta di perossido.

Ponti

Cos'è un ponte dentale? Il ponte dentale viene utilizzato quando al paziente mancano uno o più denti: è formato da due corone che si appoggiano sui denti preesistenti e uno o più denti che vanno a riempire lo spazio vuoto. I pilastri portanti di un ponte possono essere costituiti dai denti preesistenti, dagli impianti, oppure da una combinazione di entrambi. Oltre a conservare l'aspetto della dentatura, i ponti evitano il ritiro gengivale: infatti, quando esiste uno spazio vuoto, si ha di solito una perdita graduale dell'osso che può impedire in seguito il posizionamento di un ponte. Esistono ovviamente vari tipi di ponte, da quello in metallo-ceramica (meno gradevole esteticamente) a quello in zircone che ha la caratteristica di replicare meglio sia il colore che la funzione naturale del dente. Come si impianta un ponte? I canali radicolari dei denti “portanti” vengono prima di tutto riempiti per assicurare un maggiore rinforzo. In seguito viene rilevata l'impronta che serve all'odontotecnico per la creazione del ponte che infine viene cementato con dei sofisticati sistemi di incollaggio sui denti definiti “portanti”. Se eseguito opportunamente, un ponte presenta una lunga stabilità e durata.

Impianti dentali

Cos'è un impianto dentale? L'impianto dentale è costituito da una vite in titanio (lo stesso materiale che si usa per le protesi ortopediche) che ha l'obiettivo di sostituire la radice di un dente mancante. Questi impianti possono essere utilizzati sia sulla mascella superiore che inferiore e con il tempo finiscono per saldarsi all'osso costituendosi come opportuna ancora su cui assicurare un nuovo dente. L'uso dell'implantologia presenta molto vantaggi sia dal punto di vista estetico che funzionale e viene utilizzata: 1. quando vi sia l'assenza di un solo dente: 2. quando via sia una separazione fra due denti; 3. quando vi sia la mancanza di molti denti. Quanto tempo ci vuole? Il processo si svolge in due fasi: prima di tutto il dentista deve installare l'impianto che tuttavia ha bisogno di circa 3 o 5 mesi per integrarsi con che l'osso mascellare. Durante questa fase viene installata una protesi provvisoria. Si passa poi a posizionare l'impianto definitivo. Attualmente esiste una diversa soluzione che ha agevolato l'uso dell'implantologia sia dal punto di vista del paziente che da quello del dentista: in questo caso l'impianto viene installato in una sola seduta ed in un solo pezzo. In definitiva, il numero di interventi del dentista dipende da vari fattori: dalla situazione generale dei denti al numero di quelli implicati nella procedura. Un fattore che può aumentare considerevolmente la durata dell'implantologia è il caso in cui sia necessario ricostruire una parte dell'osso. Infatti abbiamo bisogno che l'osso della mandibola si trovi nella condizione di poter sopportare l'impianto altrimenti bisognerà ricostruire lo stesso attraverso delle procedure di ricostruzione. Solo in seguito sarà possibile passare alla fase implantologica.

Otturazioni

Le otturazioni consistono nella ricostruzione di parti della corona del dente. Le otturazioni bianche Sono costituite da una parte resinosa a da una parte di riempimento, spesso composta di vetro. In precedenza venivano esclusivamente impiegate per i denti frontali ma ora, con l'avanzare della tecnologia, vengono anche utilizzate per ricostruire i denti posteriori. In origine le otturazioni venivano impiegate per correggere piccoli danni dovuti alle carie mentre oggi, grazie all'avanzamento degli studi sui materiali compositi, possono essere utilizzate in situazioni che presentano cavità più importanti. Tuttavia, nel caso che il dente presenti lesioni estese, resta preferibile l'uso di una Corona. I vantaggi: 1. hanno un'ottima resa estetica e restituiscono al dente un aspetto naturale; 2. attualmente vengono utilizzati materiali naturali e non tossici (ad esempio, una volta veniva impiegato il mercurio); 3. la struttura del dente ne risulta rafforzata in quanto i moderni compositi presentano una migliore aderenza; 4. le otturazioni bianche rendono il dente meno sensibile al caldo/freddo rispetto al dente otturato con compositi in amalgama. Gli svantaggi: 5. con il passar del tempo è possibile che cibo e caffè provochino delle macchioline; 6. presentano una durata inferiore rispetto alle otturazioni con compositi in amalgama; 7. hanno un prezzo lievemente superiore; 8. hanno tempi di realizzazione più lunghi e richiedono una maggiore professionalità da parte del dentista.

Posizionamento

Una seduta è di solito sufficiente. Prima di tutto il dentista individua il colore che più si avvicina a quello naturale del dente. La carie viene quindi eliminata e la cavità viene riempita con il composto che viene consolidato e quindi limato e lucidato in modo da dargli una forma naturale.